Vale il Diario #1
Il dispaccio settimanale di cose belle e buone
Bentornati al mio “bollettino enogastronomico” in cui vi racconto un po’ quello che ho provato, scoperto, letto, mangiato, cucinato, visto, preparato, assaggiato nel corso della settimana. Una sorta di taccuino nel quale potrete trovare idee e suggerimenti, cose belle e curiose da appuntare e tirare fuori quando ne avrete più bisogno.
Gelato!
Altra settimana, altro gelato (è anche, finalmente, arrivato il caldo vero). Questa settimana sono tornata in una gelateria artigianale storica qui a Roma, Petrini. Si trova proprio di fronte all’Alberone, nel quartiere Appio Latino. Dal 1950 prepara un gelato di altissima qualità, dai gusti più tradizionali a qualche azzardo più innovativo. Alcuni gusti sono fra i miei preferiti qui nella Capitale, come il Passito o la Mandorla; inoltre fa delle granite eccezionali (su tutte quella alla mandorla e quella al caffè), ma soprattutto fa un semifreddo meraviglioso, indescrivibile per gusto e consistenza. I miei gusti preferiti: marron glacé e croccante, che vedete qui sotto.
Capisaldi
Domenica, con la scusa di quella bella mostra mercato che è Esquilibri, dove sotto i portici di Piazza Vittorio potete trovare libri usati e d’antiquariato, splendidi volumi, stampe, fotografie, abbiamo fatto un salto da Regoli, un’istituzione di Roma, soprattutto per uno dei miti cittadini, ovvero Il Maritozzo. Come noterete non posso neanche inserire un link alla pasticceria, perché la tradizione si allarga anche ai social. Nonostante la fama e le file di turisti, non ha perso di autenticità. Ne risentono i prezzi, ma l’impasto e la panna sono sempre loro, da quando ero bambina. Una certezza assoluta.


Vegetariano
Nonostante non sia vegetariana, limito moltissimo l’uso di carne, soprattutto rossa. Oramai siamo evoluti, e mi auguro che fra le menti pensanti non ci sia chi crede ancora che non si possa mangiare ad altissimo livello anche senza l’uso di animali. Misticanza non è solo il miglior vegetariano di Roma (a mio modestissimo parere, ovviamente), ma anche uno dei miei ristoranti preferiti della città. Il menu cambia ogni stagione (qui sotto vedete qualche “estratto” del menu attuale), ogni preparazione è un’esplosione di gusto e potete andarci senza paura di piatti anonimi. Se devo fare proprio qualche appunto, l’arredamento è un po’ troppo spoglio (comunque se fa caldo è disponibile anche un piccolo spazio esterno), e alcune volte può capitare qualche primo un po’ “slegato” dal condimento; in compenso le paste ripiene sono sublimi. Inoltre fanno -senza tema di smentita- il seitan più buono e saporito che abbia mai assaggiato, proposto in ogni menu stagionale in due diverse versioni.


Location di un certo livello
Ieri pomeriggio abbiamo partecipato a una bella iniziativa di Scima (per i più attenti il mio ristorante preferito a Roma) presso il Bar Coccinus, all’ombra della Basilica di San Sebastiano. Un posto intimo e nascosto fra le meraviglie dell’Appia Antica, con un bel dehors estivo dove concedersi fresco e riposo. Come recita il loro account Instagram: “Offriamo ristoro ai passanti, momenti di incontro ai frequentatori della Basilica ed eventi culturali". Una bella scoperta.
Specialty Coffee
Questa mattina colazione da Fax Factory, fra i più bravi estrattori di caffè della città. Ve ne avevo già parlato qui e ve ne parlerò sempre molto, nonostante ci vada spesso, perché il caffè è un’arte e se volete amarlo questo è il posto giusto da dove cominciare. Dolci artigianali, niente fighetterie. Solo robbabbona.
Vino al Vino
In occasione dei 120 anni dalla nascita del grandissimo narratore piemontese Mario Soldati, sul Gambero Rosso potete trovare questo articolo che prende spunto dalla “serie di talk sulla figura di quello che può essere considerato il primo vero content creator enogastronomico d’Italia”. Sfrutto l’occasione, se siete appassionati dell’argomento, per suggerirvi questo libro, fra i primi che mi hanno avvicinata alla cultura del viaggio legata anche all’enogastronomia.
Chi semina utopia raccoglie realtà
Ieri è scomparso Carlo Petrini. Una figura enorme nel mondo dell’enogastronomia. Il fondatore di Slow Food e di Terra Madre. Un personaggio talmente imponente che credo meriterà un articolo a parte. Perché mi ha insegnato molto. Il mio approccio al cibo, la mia visione che il cibo sia anche politica, deve molto anche a Lui. Ho studiato sui suoi libri, ho imparato dalle sue parole, ho seguito Slow Food. Mi sento come se fosse andata via una parte di ciò che è stata la materia con la quale mi sono plasmata. Per alcuni controverso, senz’altro un grande sognatore che ha realizzato grandissime realtà.
Per questa settimana è tutto. Ci ritroviamo qui fra sette giorni con il mio taccuino. Nel frattempo prendete appunti, e fatene buon uso!








Grazie Vale la Cena per questi splendidi consigli. Ne farò tesoro e visiterò sicuramente questi posti che, sinceramente, non conoscev